Il Castello d’Arcola


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Arcola fu della potente famiglia degli Obertenghi, marchesi di Toscana nel secolo X, che all’epoca dominavano una gran parte del nord dell’Italia. Fecero costruire la potente fortezza militare di Arcola sul golfo della Spezia come un posto avanzato militare per la marca di Liguria orientale da dove i marchesi di Massa-Corsica, ramo cugino dei Malaspina, partirono combattere in Corsica e nell’Africa del nord contro i pirati ed i Saraceni. Questi marchesi donarono il castello ai monachi del monastero di San Venerio del Tino, poi ne furono investiti i Malaspina dello Spino Secco nella seconda metà del secolo XIII prima di venderlo al Comune di Genova. 

Il Castello d’Avenza


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Costruito nella prima metà del secolo XIV, questo castello aveva un’importanza strategica, situato sull’antica via Aemilia Scauri che collegava Pisa a Genova e sulla via Francigena che prendevano i pellegrini verso Roma. Era dunque un nodo stradale importante tanto dal punto di vista strategico, militare quanto economico. Nel secolo XVI, sotto i Malaspina il castello fu rinnovato e trasformato in residenza signorile.

Il Castello di Bagnone


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Antonio Malaspina, primo marchese di Bagnone dopo la divisione del feudo di Filattiera nel 1351, ci si stabilì e fece del castello la sua residenza. I Malaspina possederono il feudo per più di un secolo, finché il granduca di Toscana lo occupasse nella seconda metà del secolo XV. Oggi solo si può vedere la torre del castello

Il Castello di Bastia


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Il castello di Bastia fu edificato verso la fine del secolo XIII. In posizione strategica, permetteva di controllare il passaggio della Lunigiana verso l’Emilia, bloccando anche le eventuali offensive verso i passi appennini. Quel castello appartenne ai marchesi Malaspina di Villafranca ; ospitò gli amori di Angelica Malaspina e Giulio, figlio di Alessandro di Medici. Fu in quel castello che visse Annetta, rivale della marchesa di Pompadour alla corte del Re Luigi XV. 

Il Castello di Brunella


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Questa straordinaria fortezza che domina il borgo strategico di Aulla risale al secolo XV. Questa rocca, alla confluenza dei fiumi Magra ed Aulella, fu probabilmente l’opera di Jacopo Ambrogio Malaspina, primo marchese del feudo. Fu dopo trasformata dai vari proprietari : Giovanni delle Bande Nere, che lo occupò nel 1522, poi la famiglia Centurione che s’impadronì del feudo nella prima metà del secolo XVI. Nel 1716, l’Imperatore restituì il feudo ai Malaspina di Podenzana. A causa della loro fedeltà all’Imperatore durante le guerre che opposero l’Impero ai Borboni/Bourbon di Spagna e di Francia, la fortezza, dove si rifugiarono le truppe imperiali, fu assediata dagli spagnoli nel 1733 che l’occuparono per tre anni. All’annuncio della presa della rocca, dopo un assedio di circa tre settimane, un Te deum fu celebrato nella cattedrale di Madrid. 

Il Castello di Calice al Cornoviglio


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Vari rami dei marchesi Malaspina possederono questo castello – come le tenute contigue –  da quando  Federico Barbarossa lo concesse ad Obizzo Malaspina nel 1164. Oggi non resta più niente del vecchio castello medioevale distrutto durante l’occupazione genovese dell’inizio del secolo XV. Nel 1446, Conrado Malaspina costruì un nuovo edificio. All’inizio del secolo XVIII, il re di Spagna Felipe V, duca di Milano, tentò di impadronirsi della Lunigiana e di sottomettere alla sua autorità tutti i marchesi Malaspina. Azzo Giacinto, marchese di Mulazzo, si rifiutò di prestare giuramento al rappresentante del re di Spagne, preferendo continuare a servire l’Impero. Nel 1705, Il castello di Calice fu distrutto per intero dalle truppe franco-spagnole ed Azzo Giacento ne restaurò la parte residenziale.

Il Castello di Caniparola


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Caniparola si trova sulla via verso Fosdinovo. Fu in questo borgo dove nel 1724 Gabriele Malaspina fece costruire la sua residenza, sulle rovine di un’antica torre del secolo X. La villa, dimora tipica del 700, è circondata da un giardino all’italiana. 

Il Castello di Carrara


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Il castello fu costruito nel 300 per Guglielmo Malaspina. Divenne allora posto militare e dimora dei signori. Sull’antica porta del castello si può vedere sotto un bassorilievo la statua di Iacopo Malaspina, primo signore di Massa e Carrara con una spada nella mano sinistra e nella destra uno scudo collo stemma dello spino fiorito. Il castello non subì nessun assedio tranne quello commissionato da Giulio Cybo-Malaspina nel 1548 contro sua madre Ricciarda, collo scopo di impadronirsi dello stato di Massa-Carrara. Fu Alberico I Cybo-Malaspina ad ordinare la costruzione del palazzo vicino al castello, chiamato castello del Principe. Nel 1815, seguendo il desiderio della duchezza Maria-Beatrice d’Este, il castello divenne sede dell’Academia delle Belle Arti.  

Il Castello di Castagnetoli


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Quel castello fu costruito tra i secoli XVI e XVII sotto Giovan-Cristoforo Malaspina, signore del feudo. Castagnetoli s’inserì nel feudo dei marchesi di Mulazzo dopo l’estinzione di quel ramo. 

Il Castello di Castevoli


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Il castello di Castevoli fu fondato dai Estensi verso l’anno 1000, cadendo nel 1195 nelle mani dei marchesi Malaspina. Dante Alighieri fu ospitato in questo castello mentre soggiornava in Lunigiana nel 1306. Distrutti durante l’invasione genovese, il castello e la torre furono ricostruiti nel 400 sopra la potente struttura militare medioevale quadrangolare. Fu una dimora dei marchesi Malaspina di Villafranca fino al 1561, poi divenne residenza principale dei marchesi di Castevoli. Il castello domina il torrente Bagnone e permetteva il controllo della via Francigena vers Piacenza. 

Il Castello di Compiano


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Il castello di Compiano domina il fiume Taro ed il passo appennino che collegava l’Emilia alla Toscana ed alla Liguria. Quel castello, fra i più spettacolari dell’Italia del nord è circondato da bastioni con tre porte d’acesso. D’origine incerta, la sua esistenza risale probabilmente al secolo X ; infatti la torre nord-est è tipica dell’epoca di Carlo Magno
. Il castello fu presto dai marchesi Guglielmo ed Obizzo Malaspina, i quali lo cederono ai Visconti nel dodicesimo secolo. 

Il Castello di Filattiera


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In origine dalla Casata d’Este, Filattiera divenne terra malaspiniana nel 200. Il castello fu dimora di Opizzino, capo dello Spino Fiorito dopo la divisione del 1221, e Filattiera divenne capitale del gran feudo dei Malaspina dello Spino Fiorito. Filattiera restò nelle mani dei marchesi Malaspina fino al 1787. Nonostante ciò, la fortezza militare fu trasformata nel corso dei secoli per permettere la sua sistemazione in palazzo residenziale.

Il Castello di Fosdinovo


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Il castello à conosciuto dal 100 e divenne residenza dei marchesi Malaspina di Fosdinovo nel 300. Oggi è il più importante di tutti i castelli malaspiniani, ed appartiene al marchese Torregiani Malaspina. Dante ci avrebbe soggiornato come lo ricorda il nome di una torre. Fosdinovo è un paese dove sono conservati ed ancora visibili molte testimonianze dell’importanza secolare della famiglia Malaspina, come il sarcofago di marmo di Galeotto Malaspina nella chiesa San Remigio o la serie di quadri della sala grande del castello. In posizione strategica in cima ad una colle, il castello permetteva il controllo della pianura e della costa. Sotto Spinetta il Grande, fu il centro politico e militare ghibellino e malaspiniano contro i vescovi di Luni ed il potere papale.

Il Castello di Groppoli


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In una posizione altamente strategica su una roccia che domina il fiume Magra, vicino a Mulazzo (capitale dello Spino Secco), Groppoli fu un feudo malaspiniano dal 200 fino al 500.

Castello di Lerma


Copyright© http://www.mariopegollo.it/ Appartenente alla vecchia Marca Aleramica, Lerma ed il castello rimasero nelle mani dei discendenti di Aleramo fino al 1233, quando i marchesi de Morbello giurarono fedeltà a Genova, cedendole il loro feudo. La Repubblica ne investì allora Tommaso Malaspina di Cremolino, figlio di Federico de Villafranca, discendente degli marchesi aleramici per via della madre, Agnese del Bosco. Lerma divenne così per un certo tempo parte integrante del fiorente marchesato Malaspina di Cremolino. Dopo di aver spettato ai marchesi di Monferrato, nel XV secolo il feudo divenne infine proprietà degli Spinola che lo possederono fino al XVII secolo. Essi sono responsabili per la ricostruzione del castello nel 1499, su un promontorio che domina il fiume Piota.

Licciana e Panicale


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- Il castello del Piano. Situato sulla riva sinistra del torrente Taverone, il castello del Piano è una residenza 

del 500, costruita per ospitare i marchesi di Licciana e Panicale durante la stagione estiva. 

- Il castello Malaspina di Licciana. Il borgo ed il castello furono costruiti per controllare il passaggio tra gli Appennini. Al centro di un nodo strategico per le trasferte e communicazioni, il feudo fu ricercato dai marchesi Malaspina di Villafranca che ne presero possesso nel 1301. Fu solamente nel 1535 che Licciana è stato istituito, con la tenuta di Panicale, come un feudo independente. Il primo marchese ne fu Jacopo I Malaspina, i cui discendenti conservarono il feudo fino all’arrivo delle truppe di Napoleone nel 1797. Il castello fu sistemato in residenza all’inizio del secolo 600. Solo la torre è d’origine più antica, probabilmente medievale.

Il Castello di Lusuolo


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Questo castello, tra i più imponenti, permetteva il controllo della via francigena e della valle dall’alto di una colle. Feudo malaspiniano dal 200, appartenne ai marchesi di Mulazzo e fu in parte distrutto nel 1449 dai Genovesi, poi ricostruito nel nel 600 dai nuovi signori di Lusuolo, i Granduchi di Toscana. 

Il Castello di Madrignano


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Come il castello di Calice al Cornoviglio, quello di Madrignano fu concesso ad Obizzo Malaspina da Federico Barbarossa nel 1164. Fu distrutto dopo nel 400 e ricostruito da Corrado Malaspina che ne fece uno dei castelli più belli e protetti di tutta la Lunigiana. All’inizio del 700, le truppe franco-spagnole assediarono il castello dove si era rifugiato Carlo Maria Malaspina, marchese di Mulazzo che si rifiutava di prestare giuramento al re Filippo V di Spagna e preferiva restare vassallo dell’Impero. Il castello fu conquistato dalle truppe, e le fortificazioni distrutte. 

Il Castello di Malgrate


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Il castello, colla sua torre rotonda molto particolare, domina la valle del fiume Bagnone. Possessione dei marchesi di Filattiera (ramo dello Spino Fiorito), Malgrate divenne un feudo autonomo solamente nel 1351, dopo la divisione del feudo fra i figli di Niccolo Malaspina di Filattiera. Fu Barnabò, primo marchese di Malgrate, a decidere l’edificazione delle fortificazioni intorno alla torre. Prima, solo esistevano la torre circolare e l’edificio rettangolare fortificato, costruiti nel 200. Barnabò fece aggiungere le muraglie e ingrandire la dimora dei marchesi. La famiglia Malaspina possedette il castello fino al 1610, quando toccò al Duca di Milano dell’epoca, il re di Spagna Filippo III. Quel castello è uno più significativi del Val di Magra. 

Il Castello di Massa


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Federico Barbarossa diede quel castello a Obizzo Malaspina nel 1164. Fu occupato dopo dalle truppe di Corradino (re di Sicilia e Gerusalemme, duca di Souabe e re dei Romani, opposto all’alleanza tra i Malaspina e l’Impero) e raso al suolo dai Lucchesi. Desiderato a causa della sua posizione strategica che permetteva il controllo simultaneo della costa e delle terre interne, vari proprietari ve si successero finché i marchesi Malaspina di Fosdinovo l’acquistarono nel 400. I marchesi di Massa, primi proprietari, vi si stabilirono nel secolo X collo scopo di garantire la sicurezza dei mari e lottare contro i pirati ed i Saraceni che seguirono fino alla Corsica ed alla Sardegna. Sotto Iacopo I, marchese di Fosdinovo, furono realizzati importanti sistemazioni. Qualche generazione più tardi, Alberico e Ricciarda Malaspina terminarono l’abbellimento della residenza signorile. Nel 1557, Alberico I Cybo Malaspina, figlio di Ricciardo, decise costruire la muraglia della città e le porte Salvatore, San Martino, Pasquino e Martana.

Il Palazzo Ducale di Massa


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Quel castello fu edificato da Alberico I Cybo-Malaspina nel 500. I successivi proprietari decisero varie modificazioni che spieghano l’aspetto eterogeneo del palazzo. Carlo I intraprese numerose modificazioni sul modelo dei palazzi genovesi per organizzarvi grandi ricevimenti. Fece aggiungere un salone, una terrazza poi un’ ala supplementare ed una loggia che chiude il cortile interiore. Alessandro Bergamini ristrutturò dopo il palazzo, giocando sull’armonia tra il marmo ed i stucchi bianchi e rossi. La decorazione interiore fu arrichita nel corso dei secoli con pitture di Francesco Natali, l’alcova del Duca Carlo II ed il Salotto degli Svizzeri. Nella Cappella Ducale si trovano anche grandi opere d’arte come gli affreschi di Carlo Pellegrini ed il « Rétable de la Nativité » di Matteo Civitali. Le necropoli e la cappella della famiglia Malaspina si trovano sotto la cattedrale San Pietro e San Francesco.

La villa la Rinchiostra


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Questa villa fu costruita dal marchese Gabriele Malaspina nel 1675 al posto di una torre edificata nel tempo degli vescovi di Luni. Il marchese se ne servĩ per la caccia. La villa fu rifatta nel 1724, secondo i desideri di Teresa Pamphili, consorte di Carlo II Cybo-Malaspina, che affidò il lavoro al architetto di Carrara, Alessandro Bergamini. La villa fu cinta da un ampio giardino con varie speci di fiori, aranci, limoni e cedri. Alderano I, figlio di Teresa Pamphili, fece della villa una sontuosa dimora, ceduta dopo a Luigi di Borbone nel 1857. 

Il Castello di Moneta


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In cima ad una roccia, il castello di Moneta proteggeva la valle ed il borgo di Carrara. Un tempo proprietà dei vescovi di Luna, il castello fu dopo dai Malaspina. Jacopo, marchese di Fosdinovo, lo comprò alla fine del 400, colle tenute di Carrara, Avenza e Fragoso che unì al feudo di Massa. Elemento più antico, la torre risale al 400. La muraglia edificata nel 500. 

Il Castello di Montechiaro


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Il castello, del 100, fu integrato in un feudo dei Malaspina nel 300. Il figlio di Spinetta Il Grande ci visse un tempo. Per la potente famiglia, il castello fu un ponto strategico tra Pianure et Piacenza. Si possono ancore vedere simboli ghibellini sui merloni. 

Il Castello di Monti


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Quel castello risale al 400, epoca in cui Monti divenne un feudo independente sotto Giovan-Spinetta, marchese di Monti e figlio di Giovan-Spinetta, marchese di Villafranca. Fu probabilmente quel primo marchese a decidere la costruzione del castello, sulla riva destra del Taverone, capoluogo di una vasta tenuta che comprendeva i territori di Monti, Panicale, Licciana, Bastia, Terrarossa, Podenzana e Suvero. Fu in quel castello che Spinetta Il Grande fu imprigionato nel 300.

Il Castello di Mulazzo


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Mulazzo, centro di un ampio feudo malaspiniano nel 200, era fin dalla divisione del 1221 il capoluogo dello Spino Secco che raggruppava tutti i territori della riva destra del fiume Magra, più Villafranca sulla riva sinistra. La torre di Dante, edificio più antico, risale al 200. Fu così chiamata perchè il poeta ci avrebbe soggiornato quando fu accolto in Lunigiana. Il castello fu residenza dei marchesi dal 200. La torre che domina il borgo permetteva di controllare tutta la valle. La struttura fortificata è meno antica e risale al 300/400. 

Il Castello di Oramala


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Il castello di Oramala è di grande interesse storico ed artistico. La rocca di Oramala fu la prima dimora della famiglia Malaspina che ci stabilì uno dei marchesati più potenti dell’Italia settentrionale. Nel 1167, Obizzo I, che scortava Federico Barbarossa da Pontremoli fino alla Germania, ospitò l’Imperatore in quel castello in mezzo ai boschi, nella Val Staffora, a 750m di altezza. Per i Malaspina, quell’epoca fu quella del loro massimo splendore, non solo per le loro imprese di guerra, ma anché per le loro attività culturali. Infatti, fu in quella potente e solitaria dimora che soggiornarono i più famosi trovatori
provenzali, e più tardi Dante Alighieri, che celebrò i suoi ospiti nel canto VIII del Purgatorio. Il castello fu dopo fortificato nel 1474 dal marchese Niccolò Malaspina che gli diede un aspetto maestuoso ancora visibile oggi. Diventato nel corso dei secolo la residenza secondaria dei marchesi, il castello fu abbandonato dopo l’estinzione del ramo e restaurato nel secolo XX dai nuovi proprietari.

Il Castello di Osilo


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Per mancanza di una documentazione sufficientemente dettagliata, la storia del castello di Osilo è poco conosciuta. Con ogni probabilità, sarebbe stato costruito tra la fine del '100 e l'inizio del '200, alla vertice del monte Tuffudesu (650m slm) che permetteva il controllo congiunto della costa settentrionale della Sardegna e dell'entroterra. L'attribuzione di sua costruzione ai Malaspina di Mulazzo sarebbe sbagliata : più probabilmente, sarebbe diventato proprietà dei Malaspina attraverso la dote portata da Urico, figlia naturale del Giudice di Torres Mariano II, che nei primi decenni del XIII secolo, aveva sposato Corrado Malaspina un figlio naturale del marchese Federico Malaspina di Villafranca. La proprietà malaspiniana di Osilo è invece chiaramente attestata solo dal 1272. Corrado essendo morto senza eredi, la sua eredità spettò in parte ai fratelli Tommaso e Opizzino, i due terzi della sua proprietà essendo stata ceduta prima agli zii Moroello di Mulazzo e Manfredi di Giovagallo. All'inizio del XIV secolo, dovuto ai conflitti tra i Malaspina ed i nuovi padroni Aragonesi dell'isola, la storia di questo castello fu particolarmente caotica. Secondo i trattati di pace,  regolarmente rotti, Osilo è concessa o negata ai Malaspina fino al 1349, quando tornò definitivamente agli Aragonesi, quindici anni prima che i Malaspina siano stati costretti ad abbandonare i loro possedimenti sardi . Nel XV secolo, il castello fu progressivamente abbandonato. Dominando la città di Osilo, oggi il castello si distingue per il suo recinto e due torri contrastanti, la rotonda costruita in basalto nero, l'altra di pianta quadrata, costruita in tufo bianco.

Castello della Pietra


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Ai vescovi di Tortona si dovrebbe la costruzione del Castello della Pietra, uno dei castelli più suggestivi della Liguria, incastrato tra due picchi in modo quasi simbiotico, seguendo i movimenti della roccia. Probabilmente costruito per proteggere la Valle delle incursioni saracene, secondo alcune fonti, il castello sarebbe stato dato ai Marchesi de Gavi dai vescovi di Tortona nel 1050. Altri sostengono invece che i marchesi di Gavi, ramo obertengo cugino dei Malaspina, avrebbero acquistato il castello alla fine del XII secolo o inizi del XIII. Sulla base della storia della città di Crocefieschi, a cui il destino di Vobbia si trovò attaccato, può essere che entrambe le opzioni siano vere, la presenza di Gavi essendo stato così intermittente. Sembra in ogni caso certo che nel 1164, il castello era dai Malaspina. Essi lo  mantennero un breve tempo: Moroello Malaspina, figlio di Obizzo, sconfitto da Genova in Monleone nel 1174, fu costretto a vendere il castello al Comune. Secondo altre fonti, i Malaspina avrebbero comunque continuato ad occupare i luogo fino al 1252. Tra la metà del XIII secolo e il XVII, il feudo passò successivamente nelle mani dei Visconti, Della Pietra, Spinola, Fieschi ed Adorno fino al 1797.

Il Castello di Poggio San Donato


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Poggio San Donato si trova in Toscana, sulla via romana che portava da Firenze a Sienna. Il Palazzo Malaspina risale al rinascimento. Si trova sulla piazza principale, chiamata Piazza Malaspina.

I Castello di Pontebosio


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Dopo di essere stato parte del feudo di Villafranca, Pontebosio fu integrato in quello di Bastia, e divenne indipendente nel 1574. Il castello risale al 500, e fu probabilmente edificato da Fabrizio, marchese di Malaspina che anche fece costruire quello di Terrarossa.

Il Castello di Suvero


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Situato nella valle del Vara, vecchio feudo obertengo, Suvero è stato successivamente feudo degli Estensi, dell'Abbazia di Brugnato e dei signori di Vezzano, prima di diventare proprietà dei Malaspina di Villafranca nel 1301. Ricostruito nel XIV secolo, toccò nel 1535 a Rinaldo Malaspina dopo la morte del padre Giovanni Spinetta. Rinaldo divenne il primo marchese di questo nuovo feudo indipendente. La trasformazione della fortezza in un palazzo rinascimentale, mantenendo un aspetto massiccio ed una funzione difensiva, si deve a suo figlio, Torquato Malaspina, uomo colto, amato dai suoi vassalli. In pianta trapezoidale, tre dei suoi angoli sono stati rafforzati da torri massicce, due delle quali crollate in seguito al terremoto del 1920. Abbandonato dai Malaspina nel 1797 sotto la pressione delle truppe di Napoleone, è stato recentemente restaurato.

Il Castello di Tagliolo


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Come la maggior parte dei feudi del marchesato Malaspina di Cremolino (Piemonte), Tagliolo, antico feudo della Marca Alemarica nel X secolo, probabiblmente pervenne ai Malaspina attraverso il matrimonio di Agnese del Bosco, discendente di Aleramo, con Federico Malaspina di Villafranca. A metà del XIII secolo, il loro figlio Tommaso ne divenne il primo proprietario malaspiniano. Secondo alcune fonti, i marchesi del Bosco, tuttavia, avrebbero rapidamente ripreso il controllo del castello. Il feudo poi toccò alla Repubblica genovese, che a sua volta ne investì varie famiglie fino a 1418. Nel 1431, Francesco Sforza  conquistò Tagliolo, che così fu integrato nel Ducato di Milano. Qualche tempo dopo, Tagliolo tornò ai Genovesi, sotto investitura imperiale, che ne investirono i Doria Gentile, poi i Pinelli Gentile, ancora proprietari del castello. L'architettura del castello si è evoluta nel tempo, secondo i successivi proprietari: alla torre quadrata del X-XI secolo, sopraelevata nel XV secolo, si aggiunsero altri edifici costruiti nel XVI-XVII secolo. Il castello fu restaurato nel tardo XIX secolo in stile neogotico al gusto del tempo, ancora sostenuto dalle trasformazioni del 1930.

Il Castello di Pozzol Groppo


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Fu l’imperatore Federico Barbarossa, facendo della tenute Malaspina dei feudi imperiali, a dare Pozzol Groppo al marchese Obizzo Malaspina nel 1164, in riconoscenza per l’aiuto portato durante l’assedio di Tortona. Il castello rimase proprietà dei Malaspina fino al 1889. Fu costruito nel 200 per i marchesi Malaspina dello Spino Fiorito e scelto per la sua posizione che permetteva il controllo delle valli circostanti di Curone, Grue et Staffora. All’edificio centrale che risale al 300 si aggiunsero dopo tre torri alte ed anguste, il complesso essendo protetto da una muraglia costruita nel 500 dal marchese Cesare Malaspina, al posto delle fortificazioni anteriori. In fondo al castello, a sinistra, si trova il cimitero di Pozzolo dove giacche l’ultimo signore Obertengo del castello, il marchese Alberto Malaspina, deceduto a Brescia il 11 aprile del 1889 mentre esercitava il carico di procuratore generale del Re presso la Corte d’Appello. 

Il Castello di Terrarossa


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Il castello fu costruito nel 500 al posto di una vecchia fortificazione medioevale che dominava il Magra, sulla via strategica che permetteva la trasferta della truppe ed il controllo degli scambi fra Parma e Sarzana. Quel castello, edificato da Fabrizio, figlio del marchese Malaspina di Bastia, divenne la residenza dei marchesi quando il feudo di Terrarossa si staccò di quello di Filattiera nel 1628. Fu Bernabo, il secondo marchese, a ordinare le modificazioni e la sistemazione. Secondo alcuni, Cristoforo Colombo sarebbe nato in quel castello. Lo dimostrerebbe la lapide funeraria del navigatore nella cattedrale di Sevilla, sulla quale c’è scritto : Christophorus Columbus de Terra Rubra.

Il Castello di Tresana


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Il castello di Tresana fu edificato all’inizio del 500, un poco prima dell’independenza del feudo nel 1565. Fu costruito al posto di una antica struttura medioevale, probabilmente di origini longobarda, che Federico Barbarossa diede ad Obizzo Malaspina nel 1164. Il primo marchese di quel feudo è stato Guglielmo che ottenne dall’imperatore il diritto di battere moneta, un privilegio raro che, in quell’epoca, che condividevano i marchesi di Fosdinovo ed i Cybo-Malaspina. Il castello divenne una residenza signoriale e fu occupato dalle truppe franco-spagnole all’inizio del 700.

Il Castello di Varzi


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Il castello di Varzi fu costruito alla fine del 100, quando i marchesi Malaspina di Oramala decisero di lasciare la loro residenza principale di Oramala per avvicinarsi alla « via del sale » nello scopo di controllare meglio gli scambi regionali. In quell’epoca, decisero di creare il nuovo borgo di Varzi, che nel corso dei secoli divenne uno dei centri commerciali più dinamici sulla via da Genova a Milano. Il borgo fu protetto da un muro di cinta e da una torre di 29 metri che permetteva il controllo dei dintorni. Quella torre, chiamata « torre delle streghe », funse dopo da prigione per vari secoli. Infatti, nel 1460 25 donne convinte di stregoneria ci furono rinchiuse prima di essere messe al rogo sulla piazza del borgo. Lo stemma della famiglia Malaspina si può ancora vedere in alto alla porta d’ingresso del castello.

Il Castello di Verrucola Bosi


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Colla sua massa spettacolare, il castello costituisce un prezioso esempio di architettura medioevale. Spinetta Malaspina vi si rifugiò nel 1312 quando Castruccio Castracani assediò la fortezza per due settimane. Dopo l’esilio, Luigi di Baviera restituì a Spinetta il castello ed il feudo nel 1328 dopo la morte del suo nemico. In quel momento, Spinetta intraprese lavori di restauro, sperando di creare un centro politico e militare per tutta la Lunigiana. I discendenti di Spinetta gestirono il feudo fino al 1477. Nel 1471  si stabilì a Fivizzano una delle prime stamperie dell’Europa. 

La torre cilindrica di Verrucola domina dal alto di un passo il paese di Fivizzano. Di origine chiaramente militare, fu edificata nel 300 per proteggere il castello vicino dei marchesi di Verrucola ed incrementare la sua capacità difensiva.

Il Castello di Malnido di Villafranca


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L’esistenza di un castello nel fondo della valle è confermata fin dal 200. Chiamato in quell’epoca il Mal Nido (la sua funzione era badare alla via e fare da ufficio di riscossione per tutti quelli che transitavano per la via), prese dopo il nome di Lealville a causa degli statuti e condizioni favorevoli stabiliti dai signori. Diventato uno dei centri più importanti ed attivi fra le tenute dei Malaspina, Villafranca divenne capoluogo di un feudo indipendente nel 1266. Progressivamente, il castello fu sistemato in residenza signorile per i marchesi Malaspina che amministrarono il feudo fino agli ultimi anni del 700.

Il Castello di Virgoletta


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L’origine di quel castello in Val di Bagnone risale al 100 coll’edificazione di una torre quadrata. Divenne proprietà dei Malaspina nel 200. All’inizio del 500, Federico III intraprese delle ristrutturazioni e la costruzione del palazzo residenziale dopo l’invasione genovese. Sulla facciata del castello si può vedere il suo stemma con una iscrizione ricordando questi lavori. Fu quel marchese ad aggiungere un leone strisciante allo stemma dei marchesi di Virgoletta. Il castello fu invaso a più riprese, dai Fiorentini nel 1533 o dalle truppe spagnole nel 1733. Il castello di Virgoletta è uno dei palazzi più magnifici di tutta la Lunigiana. 

Castel dell' Aquila


Questa rocca imponente domina dall’alto di un passo i torrenti di Aullela e Lucido. Castel d’Aquila fu un centro economico fin dall’alto Medioevo. Il feudo divenne independente nel 1366 quando si staccò dal castello di Fosdinovo. A quell’epoca risale il castello, vera struttura residenziale e militare costruita da Galeotto di Fosdinovo.

Il Castello di Bibola


Situato in cima ad una colle, questo castello domina una gran parte del val di Magra. In un primo tempo fu dai signori di Bibola, finché Bernabò Malaspina di Filattiera se ne impadronìsse nella prima metà del secolo XIII. Lasciato ai vescovi di Luni alla sua morte, divenne proprietà dei Malaspina di Lusuolo nel 1355 che lo venderono un secolo più tardi ai Malaspina di Fosdinovo. Fino al secolo XVII, questo castello conservò una funzione puramente militare, permettendo il passaggio delle truppe all’interno delle terre. Giovanni delle Bande Nere lo capì bene quando decise di occuparlo nel 1525 per impedire alle truppe del marchese Malaspina di Lusuolo, in arrivo di Sarzana, di raggiungere quelle che si trovavano ad Aulla. La muraglia, che risale alla fine del secolo XV, circonda e protegge il paese ed il castello.

Il Castello di Bigliolo


Quel castello risale prima del secolo XII e lo volevano i Malaspina per il suo interesse strategico nella loro guerra contro i vescovi di Luni. Alla metà del secolo XIII divenne proprietà dei Malaspina di Filattiera, poi nel 1275, quella di Francesco Malaspina di Olivola. Dopo l’estinzione di quel ramo nel 1411, fu integrato nel feudo di Castel d’Aquila fino al 1466 quando divenne la residenza dei Malaspina di Fosdinovo poi, dal 1510, dei Malaspina d’Olivola. Situato in cima ad una colle, il castello è protetto da una muraglia di 260 metri che circonda questa fortezza di 2500 m².

Il Castello di Bolano


Verso il secolo XI, il castello apparteneva ai vescovi di Luni. Dopo la famosa pace di Castelnuovo nel 1306, i marchesi di Mulazzo rinforzarono le strutture difensive di questo castello che Genova occupò a fin dall’inizio del secolo XV.

Il Castello di Caprigliola


All’inizio, Caprigliola era un’importante sede vescovile, che dal Duecento volevano i Malaspina durante la loro espansione politica in Lunigiana. Alla fine del secolo, la famiglia (probabilmente Spinetta) riuscì ad impadronirsi della tenuta per un secolo, fino al 1404, quando se ne appropriò la Repubblica di Firenze.

Il Castello di Cariseto


Nel 1164, Federico Barbarossa conferì l’investitura per il castello ed il feudo ad Obizzo Malaspina. Perso nel 1195, i marchesi Malaspina di Mulazzo recuperarono il feudo nel 1251 ed il ramo dei marchesi di Godano e Bolano lo possedette fino alla metà del 500. Nel 1535, il marchese Moroello Malaspina di Pregola tentò di impadronirsi del feudo, assediò il castello dove detenne per due mesi Antonio Malaspina, l’ultimo marchese del ramo di Godano e Bolano, proprietario della tenuta ma senza eredi. Questo riuscì a liberarsi e decise di vendere il feudo a Gian Luigi Fieschi per 9633 scudi d’oro.

Il Castello di Castiglione


Il castello di Castiglione risale al 300 e fu probabilmente opera del primo marchese Franceschino I, detto il Soldatto, capitano di guerra per conto di Firenze e capo de la Casata di Castiglione quando il feudo divenne independente nel 1351. La posizione strategica del castello permetteva il controllo della Val di Magra. La muraglia è più recente, risalendo probabilmente al 400.

Il Castello di Codiponte


In origine, il castello di Codiponte era un tipico palazzo medioevale fondato verso la fine del 300. Quel castello appartenne ai marchesi Malaspina di Verrucola e per una trentina di anni ai marchesi Malaspina di Castel d’Aquila. 

Il Castello di Corlaga


Leonardo Malaspina, primo marchese di Corlaga, fece costruire il castello nel 1523. Alla seguente generazione, i Malaspina persero la rocca che finì nelle mani dei granduchi di Toscana.

Il Castello di Giovagallo


Quel castello fu residenza di Moroello Malaspina, grande uomo di guerra che combattette coi guelfi neri di Toscana e riportò numerose vittorie. Il castello si trova nel Val di Penolo. Quel ramo si estinse nel 300 ed il feudo fu dopo dai marchesi di Villafranca, poi di Lusuolo.

Il Castello di Godano


Il castello di Godano è una delle più antiche possessioni dei Malaspina : appartenne al marchese Oberto, conte del Sacro Palazzo, poi ai suoi discendenti fino all’inizio del 500 quando il territorio divenne sottomesso all’autorità della Repubblica di Genova. 

Il Castello di Gragnola


La « Casa del Marchese » si trova sulla piazza principale di Gragnola, paese del feudo di Castel dell’Aquila. Questa casa è stata classificata monumento nazionale nel 1914. Ospitò personaggi famosi come lo scrittore Adolfo Bartoli.

Il Castello di Grondola


Presto presto, il castello di Grondolo fu dagli Obertenghi. I documenti più antichi su quel castello risalgono al secolo 100, quando Alberto Malaspina lo fece fortificare prima di venderlo al commune di Piacenza nel 1195. Situato su una delle vie commerciali e militari più importanti che collegavano Piacenza alla Toscana, la sua importanza strategica spiega i numerosi conflitti che sorsero nel corso dei secoli per la sua possessione.

Il Castello di Montereggio


Situato sulle terre dei marchesi di Mulazzo, il palazzo residenziale fu costruito nel 1573 sopra un’antica struttura defensiva medioevale. Una parte dello stemma dei Malaspina si può ancora vedere sulla facciata. 

Il Castello di Olivola


Olivola fu parte del feudo di Filattiera fino al 1275, anno in cui Francesco, figlio di Bernabo di Filattiera e Maria d’Antioca, figlia di Federico II, ereditò di une parte del feudo paterno e divenne il primo marchese di Olivola, al capo di un vasto territorio tra i torrenti Aulella e Taverone. Une grande parte del castello fu distrutta dal terremoto del 1920. 

Il Castello di Podenzana


Il castello di Podenzana fu costruito nel 300 per i marchesi del feudo, che divenne indipendente nel 1355. I marchesi Malaspina di Villafranca vi si rifugiarono all’inizio del 400 durante l’invasione genovese.

Il Castello di Ponzanello


Quel castello si trova in una posizione strategica sulla via che porta dall’interiore della Lunigiana alla costa lunense. In origine appartenne ai vescovi di Luni, prima di essere occupato dall’imperatore Federico II nel 1239. Cadde dopo nelle mani dei Malaspina di Fosdinovo, poi di Verrucola, ed alla fine di Gragnola a partire del 300. Il castello risale al 200, essendo la torre più anticha, con una funzione difensiva.

Il Castello di Rocca Sigillina


Nel 1231, i Malaspina di Filattiera s’imposessarono di quella terra, situata in un picco roccoso sulla via Lombarda, che apparteneva al comune di Pontremoli. I marchesi fecero fortificare quel castello che occuparono fino al 1313 quando gli abitanti di Pontremoli, si ribellarono ed offrirono la tenuta al comune.

Il Castello di Treschietto


Quel castello fu sede di un feudo malaspiniano dal 1351, dopo la divisione con quello di Filattiera. Il primo marchese, Giovanni Malaspina, trasferì la sua residenza da Vico a Treschietto e decise di edificare delle fortificazioni. I marchesi abitarono il castello fino all’inizio del 700, quando Ferdinando Malaspina, senza erede, cedette i suoi beni e tenute a Cosimo III di Toscana. Si dice oggi che il castello sarebbe infestato da Gasparo Malaspina, detto il Mostro, che passò gran parte della sua vita perseguitando le fanciulle del suo feudo.

Il Castello di Viano


La torre rimane l’ultimo elemento di un importante castello malaspiniano che fu dai marchesi Malaspina di Fosdinovo e di Castel d’Aquila nel 400.

Il Castello di Ricco di Villafranca


Nel 1355, il castello fu destinato a Galeotto Malaspina di Fosdinovo e poi, alcuni anni più tardi, ai marchesi di Villafranca. In posizione strategica, offre una vista panoramica sull’entera Val di Magra.