I vari rami della famiglia Malaspina discendono tutti dalla casta degli Obertenghi, il cui primo capostipite fu Oberto I, Conte Palatino nel X secolo, e Marchese della Marca orientale di Liguria. 

 

I discendenti di Oberto diedero dopo origine a varie Casate. Fra le più note troviamo i Pallavicini, Este, Brunswick e Hanovre, ed anche i Massa, Gavi e Parodi. Il nome Malaspina apparve per la prima volta nella storia nel 1130 ; Alberto fu il primo a chiamarsi Malaspina.

 

 

« Per tutta Europa, ch’ei non sien palesi ?

La fama, che la vostra casa onora,

Grida i signori e grida la contrada

Sì, che ne sa chi non vi fu ancora,

Ed i’ vi giuro, s’io di sopra vada

Che vostra gente onrata non si sfregia

Del pregio della borsa e della spada. »

 

 

Dante, quando s’incontra con Corrado Malaspina, La Divina Commedia, « Il Purgatorio », Canto VIII.

 

I Malaspina sono parte di una illustre famiglia d’Italia, feudataria dell’ Impero, sovrana di Lunigiana per otto secoli, la cui origine risale al secolo IX. Il primo Malaspina illustre fu Bonifacio I, arrivato in Italia nel 813 con Carlo Magno di cui ottenne il governo della Toscana : qui, estese la sua influenza fino alla Liguria ed alla Corsica. 

Bonifacio II, suo figlio, anche lui Marchese di Toscana, Conte di Lucca e Prefetto di Corsica, si distinse nel Mediterraneo col partecipare a varie spedizioni contro i Mori in Corsica e nell’Africa del Nord. Fondò lui la città di Bonifacio nel 833. Adalberto, un altro suo figlio, partecipò alle guerre in Italia e catturò il papa Giovanni VIII prima di riconciliarsi con lui e di essere nominato amministratore e difensore del patrimonio papale. Nel 884, Adalberto fondò il monastero di San Caprasio d’Aulla. Adalberto II, suo figlio detto il Ricco, sposò Berta, figlia di Lotario II di Lotaringia e parente di Carlo Magno. Alla sua morte nel 915, il corpo fu sepolto nella cattedrale di Lucca. Decise lui di abbandonare la legge di successione bavarese in favore della legge longobarda. Gli successe suo figlio Guido che sposò Marozia, amante del papa Sergio III : il futuro papa Giovanni XI sarà il loro figlio..

 

Col marito fece imprigionare il Papa Giovanni X ed uccidere suo fratello sotto i suoi occhi. Marozia rappresenta quell’epoca torbida del papato, chiamata pornocrazia, in cui vari Papi furono infatti intimi o burattini di quella donna. Alla morte di Guido di Toscana, lei si sposò con uno dei suoi cognati, Ugo d’Arles, mentre Lamberto, l’altro fratello di Guido, gli successe come Marchese di Toscana e Conte di Lucca. Il 13 aprile del 945, il Conte palatino Franfranco emise a Pavia una sentenza che nominava Oberto - discendente di Lamberto - Duca di Spoleto, Marchese di Milano, Conte di Luni e Conte palatino, il più alto titolo dell’epoca, riservato ai più fedeli combattenti. Cosĭ, fece di quelli signori i rappresentanti dell’autorità imperiale. Il territorio d’Oberto si estendeva sull’intera Lombardia, l’Emilia, una parte della Svizzera, del Piemonte, della Liguria e della Toscana ed anche la Lunigiana. Nel 951, Oberto fu elevato alla dignità di signore della Marca di Liguria Orientale e mandato dal Papa presso Ottone I per chiedergli di liberare l’Italia dal Re Berengario II. Ottone I, primo imperatore del Santo Impero romano germanico, gli concesse allora numerosi privileggi, tra cui il diritto di battere moneta. Oberto fu mandato dopo a Costantinopoli per scortare Teofania, nipote dell’ Imperatore d’Oriente Giovanni I, fino alla cattedrale San Pietro dove doveva sposare Ottone II. Con Oberto nacque la dinastia degli Obertenghi che si distinse durante secoli presso numerosi sovrani, e di cui vari rami diedero dopo origine alle casate d’Este, di Massa – e di Massa Corsica – Parodi, di Gavi, di Pallavicino, di Calvacabò e dei principi di Brunswick e Hannover

 

I due figli d’Oberto, Adalberto I ed Oberto II, amministrarono in condominio le contee di Luni, Genova, Tortona, possedendo anche diritti su Parma, Piacenza, Bobbio, Lavagna e Borgotaro. Adalberto ebbe due figli: Oberto, che diede origine alla dinastia dei Pallavicini, e Adalberto di cui nacquero i Marchesi di Gavi e Massa-Parodi. Oberto II, figlio di Oberto I e fratello d’Adalberto I, ebbe quattro figli: Berta, che si sposò con Arduino, Re d’Italia nel 1002; Hugo che fu Conte di Milano; Alberto Azzo i cui discendenti fondarono le Casate d’Este e Brunswick. Finalmente, Oberto Obizzo, capostipite della dinastia dei Malaspina, che fu presente con suo fratello Alberto Azzo all’incoronazione del Imperator Arrigo II a Roma. 

 

 

Alberto, bisnipote d’Oberto Obizzo, fu il primo a chiamarsi Malaspina a metà del secolo XII. Grand’ oratore con virtù militari, fu intimo dell’ Imperatore che seguì nella guerra contro i Sassoni, prima di raggiungere dopo il Papa Pasquale II. Fondò probabilmente l’eremitaggio di San Alberto di Butrio, vicino a Oramala, per ringraziare il santo della guarigione di suo figlio, nato sordomuto. Dentro l’ermitaggio un affresco ricorda l’importanza della famiglia Malaspina nella storia del luogo. Il castello di Oramala vi è raffigurato col Marchese Alberto inginocchiato, facendo un’offerta alla Vergine ed al Bambino Gesù. Sotto l’affresco uno stemma permette di identificare il Marchese.

Obizzo I « Il Grande », suo figlio, è stato fra i primi Malaspina a distinguersi per il suo coraggio ed il suo vigore sui campi di battaglia. All’ inizio del secolo XII intraprese la conquista di vasti territori in Lunigiana e nella valle padana. Ricco e potente signore a capo di un vasto feudo che si estendeva da ogni lato dell’ Appennino nel valle di Trebbia, il  valle Staffora, in Liguria ed in Toscana, Obizzo fu anche un precursore della lotta contro i comuni che cominciavano ad emanciparsi grazie allo sviluppo del commercio e degli scambi. Le terre d’Obizzo si trovavano così circondate da città come Genova, Piacenza e Tortona che minacciavano l’esistenza delle sue propietà per le mire che avevano sulla Lunigiana. Si opporre allora ai genovesi ed ai vescovi di Luni, e nel 1113 riuscì ad ottenere per le sue terre uno sbocco sul mare, occupando Porto Venere sulla costa ligure. S’inserì dopo nella Lega Longobarda di cui diventò uno dei capi per lottare contro le volontà egemoniche dell’ Imperatore, proseguendo la sua lotta contro Pisa, Lucca, Genova e Piacenza. Nel 1155, Obizzo organizzò la resistenza di Tortona contro l’Imperatore Federico I Barbarossa. Quello trionfò e distrusse la città, ma ammirativo delle qualità di Obizzo, gli propose di combattere con lui ed il 29 settembre del 1164 gli concesse in Pavia l’investitura, per lui e i suoi figli, di numerosi feudi in Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia.

 

Nel 1167, quando tornando di Roma l’Imperatore si trovò bloccato dagli eserciti di Pontremoli, Obizzo intervenne per proteggerlo ed aprirgli un passaggio attraverso l’Appennino. 

 

Qualche anno più tardi, Obizzo cambiò campo di nuovo e si unì alla Lega Longobarda contro l’Imperatore tornato in Italia. Con i più grandi signori italiani dell’epoca,  partecipò allora alla Pace di Costanza che riconobbe la sovranità delle città italiane sotto l’autorità imperiale. Obizzo morì nel 1185, lasciando le sue immense proprietà ai suoi figli Obizzone e Moroello. Questi continuarono un tempo la lotta ed acquistarono i feudi posseduti dalla Casata d’Este – un ramo cugino – come una parte della Sardegna. Inoltre firmarono una pace con Piacenza ed un’altra nel 1202 coi vescovi di Luni che riconosceva le loro proprietà in Lunigiana. Il terzo figlio d’Obizzo, Alberto, detto Moro, rimase in Lombardia, nel valle Staffora, nel castello di Oramala, chiamato Il Nido dei Falchi. Nel 1194, durante la pace con Piacenza, Alberto ottenne il castello di Grandola in Lunigiana. Si sposò con Beatrice, figlia dei potenti marchesi di Monfferrato, la cui bellezza fu celebrata dai trovatori dell’epoca. Alberto fu un signore amato, innamorato di poesia. Ospitò nel suo castello i più famosi trovatori occitani di suo tempo che erano fuggiti dal sud della Francia. 

 

Il 28 Agosto del 1221, a Piacenza, Corrado, figlio d’Obizzone, ed Obizzino, nipote di Moroello, decisero di dividere il feudo paterno: Corrado ottenne le terre della riva destra del fiume Magra in Lunigiana – più Villafranca – come i territori del val Trebbia e conservò l’emblema familiare dello Spino Secco, stabilendo la sua capitale a Mulazzo. Obizzino conservò le terre della riva sinistra del Magra più quelle del val di Staffora. Stabilito a Filattierra, diede origine al ramo dello Spino Fiorito. 

 

L’accordo fu accettato dall’ Imperatore Federico II che, tornando da Roma, si fermò in Lunigiana. L’investitura fu tanto più facile da ottenere che Corrado aveva sposato Costanza, la figlia di Federico. 

 

A causa delle numerose divisioni tra i discendenti dei due marchesi, conseguenza dell’applicazione della legge longobarda, sorsero altri numerosi feudi. Dal 1266, i figli di Costanza e Corrado divisero le proprietà dello Spino Secco in quattro tenute : Giovagallo, Mulazzo, Villafranca e Val Trebbia. Sull’altra riva del Magra, il ramo cugino – i figli d’Obizzino- avevano già diviso il territorio dello Spino Fiorito in tre feudi : Olivola, Verrucola e Filattierra.

 

I feudi dello Spino Secco

 

Nel 1221, il vasto feudo di Corrado era situato principalmente sulla riva destra del fiume Magra, con capitale Mulazzo. Questo feudo comprendeva anche molte proprietà nei valli Trebbia e d’Aveto come in Sardegna. Nel 1266, i quattro figli di Corrado decisero di dividere l’immenso feudo paterno.

  • Moroello fu il primo marchese a capo del vasto feudo di Mulazzo
    • I suoi figli Barnabò ed Antonio si divisero le proprietà dei valli Trebbia, Borbera e d’Aveto il 30 Aprile del 1390 nel castello d’Ottone. Nonostante le divisioni, tutti i marchesi nati dai vari rami ebbero il titolo di marchesi di Mulazzo.
      • Antonio, figlio di Barnabò, fu il primo marchese del feudo di Casanova. I suoi discendenti venderono il feudo ai Doria all’inizio del secolo XVI, poi si estinse il ramo all’inizio del secolo XVII.
      • Giacomo, figlio di Barnabò, è stato il primo marchese del feudo di Croce. I suoi discendenti conservarono il feudo per più di un secolo, prima di venderlo nel 1504 a Gianluigi Fieschi, conte di Lavagna.
      • Moroello, figlio di Barnabò, fu il primo marchese del feudo di Fabbrica. Nel 1540, i suoi discendenti venderono il feudo a Gianluigi Fieschi.
      • Giovanni, figlio di Barnabò, fu il primo marchese del feudo d’Ottone. I suoi tre figli si divisero il feudo alla morte del padre.
        • Francesco fu l’erede del ramo d’Ottone dopo la divisione col fratello Galeazzo nel 1500. Nel secolo XVI, i suoi discendenti venderono il feudo a Gianluigi Fieschi.
        • Galeazzo, suo fratello fu il primo marchese d’Orezzoli.
          • Pietro, suo figlio, gli successe a capo del feudo d’Orezzoli. Nel secolo XVIII, l’alleanza di questo ramo coi Della Chiesa diede origine al ramo dei Malaspina di Carbonara e Volpedo, rimasto fino a oggi.
          • Giovanni, l’altro figlio di Galeazzo, fu il primo marchese di Frassi. Nel 1656, i suoi discendenti venderono il feudo ai Doria.
    • Antonio, fratello di Barnabò e figlio di Moroello, marchese di Mulazzo, ereditò l'immenso feudo di Lunigiana che non aveva mai stato diviso, come i feudi dei vali Borbera e d’Aveto. I suoi nipoti si divisero quell’importante feudo alla fine del secolo XV.
      • Azzone ottenne il feudo di Mulazzo in Lunigiana, posseduto dai suoi discendenti fino al 1817. Questo feudo solamente fu diviso in due occasioni : alla fine del secolo XVI, Bonifazio ricevette per una nuova divisione il feudo di Madrignano. Alla metà del secolo XVI, Giovan Paolo ottenne il feudo di Monterregio.
      • Antonio II, fratello d’Azzone, diventò il primo marchese di Cariseto, Bolano e Godano. Morto nel 1477, suo figlio Antonio III gli successe ma, per aver sostenuto il Re Luigi XII di Francia durante le guerre d’Italia, il conte di Milano gli confiscò i suoi beni, acquisiti da Gianluigi Fieschi, conte di Lavagna, nel 1540. Questo ramo si estinse nel 1571.
      • Ghisello, ultimo figlio d’Antonio, fu il primo marchese di Santo Stefano d’Aveto. È stato anche podestà di Milano. Nel 1471, i due figli si divisero il feudo.
        • Francesco ereditò la proprietà di Santo Stefano d’Aveto. Anche lui sostenne il Re di Francia durante le guerre d’Italia. Gianluigi Fieschi assediò allora il castello e Francesco gli vendette il feudo nel 1495. I suoi discendenti rimasero a capo del feudo di Godano e di Bolano in Lunigiana fino all’estinzione del ramo nel secolo XVII.
        • Pietro diventò il primo marchese degli Edifizi. Cittadino di Piacenza, fece costruire il castello di Gambaro. Dopo la sconfitta del Re di Francia che aveva sostenuto anche lui, restituì il feudo ed il castello di Cariseto che aveva occupato un tempo, poi nel 1504 vendette a Gianluigi Fieschi le sue quote del feudo di Santo Stefano. Questo ramo si estinse nel 1624 colla morte dell’ultimo erede, Pier Francesco, che in gioventù si distinse alla battaglia di Lepanto nel 1571 prima di servire i Duchi di Parmi che lo mandarono presso gli imperatori Massimiliano, Rodolfo e Mattia, il Papa Clemente VIII ed alla corte dei Savoia. Alla fine della sua vita fu nominato consigliere di Stato. Questo ramo si estinse alla sua morte nel 1624.
  • Manfredi, figlio di Corrado l’Antico fu il primo marchese del feudo di Giovagallo. Questo ramo si estinse nel secolo XIV ed i marchesi diventarono i nuovo signori del feudo.
  • Federico, figlio di Corrado l’Antico fu il primo marchese del feudo di Villafranca. Successero varie divisioni che diedero origine a numerosi feudi.
    • Tommaso I, figlio di Federico, fu il primo marchese Malaspina di Cremolino, nel Piemonte.
    • Opizzino, figlio di Federico, ereditò il marchesato di Villafranca
      • Nel 1361, Azzone, figlio d’Opizzino, ereditò una parte del feudo paterno e diede origine al ramo dei marchesi di Lusuolo.
        • Nel 1428, i nipoti d’Azzone si divisero il feudo di Lusuolo. Iacopo ereditò Lusuolo, Aulla, Bibola e Podenzana mentre suo fratello Opizzino diede origine a un nuovo ramo, quello dei marchesi Malaspina di Tresana.
          • Due generazioni più tardi, una nuova divisione diede origine a due nuovi rami dopo la morte di Iacopo Ambrogio nel 1506 : il ramo dei Malaspina d’Aulla e quello dei Malaspina di Ponzano. Quest’ultimo si estinse presto ed il feudo fu venduto alla Banca San Giorgio nel 1540.
      • Spinetta, l’altro figlio d’Opizzino, rimase a capo del feudo di Villafranca.
        • Nel 1469, Giovan Spinetta, discendente di Spinetta, marchese di Villafranca, divise il feudo col fratello Tommaso. Questo rimase a capo di Villafranca mentre Giovan Spinetta diventò il primo marchese di Monti. Alla seguente generazione, i suoi cinque figli si divisero le proprietà dopo la morte del padre nel 1528.
          • Moroello diventò allora il nuovo marchese di Monti. Questo ramo si estinse alla seguente generazione colla morte d’Orazio nel 1582. Questo si distinse nella carriera ecclesiastica : fu nunzio apostolico alla corte dell’ Imperatore Rodolfo poi a quella del Re di Francia. Alla sua morte, il marchese Malaspina di Suvero ereditò del feudo.
          • Fioramonte fu il primo marchese di Bastia. Morì nel 1570 ed i suoi tre figli procederono ad una nuova divisione.
            • Camillo rimase a capo del feudo di Bastia.S
            • Suo fratello Giulo diventò il primo marchese Malaspina di Ponte Bosio.
            • Fabrizio fu il primo marchese di Terrarossa. Morto senza erede, il feudo fu ceduto ai marchesi di Filattierra.
          • Leonardo diventò il primo marchese di Podenzana.
          • Iacopo ottenne il feudo di Licciana.
          • Da Rinaldo sorse il nuovo ramo dei Malaspina di Suvero.
        • Tommaso, fratello di Giovan Spinetta, rimase a capo di Villafranca.
          • Nel 1561, una nuova divisione fra i discendenti del marchese Tommaso Malaspina di Villafranca  diede origine al nuovo ramo dei Malaspina di Castevoli.
  • Finalmente, Alberto, morto nel 1298, quarto figlio di Corrado l’Antico, fu dopo la divisione del 1266 a capo di un grande feudo che includeva tutti i beni della riva sinistra del fiume Trebbia ed anche i beni in Sardegna nel val Borbera. Alberto lasciò presto le sue proprietà in Toscana che vendette ad un altro Malaspina, Moroello, figlio di Manfredi di Giovallo. Alberto si stabilì allora nel val di Trebbia, nel castello di Pregola.
    • Corradino, suo figlio, soprannominato Spadalunga, s’alliò un tempo coi Visconti, signori di Milano, che lo nominarono capitano delle milizie. S’impossessò allora di Bobbio nel 1302 dove fece costruire il suo castello. Nel 1342, i Visconti occuparono tutti i feudi dei Malaspina di Pregola e Corradino perse il suo castello di Bobbio. Alla sua morte nel 1347, due dei suoi figli si divisero il feudo.
      • Franceschino ereditò i feudi di Prato e di Pregola, ma quel ramo si estinse dopo tre generazioni e finì nelle mani dei Spinola dopo il matrimonio di due fratelli di questa famiglia colle due figlie di Antonio, ultimo marchese di questo ramo Malaspina di Prato.
      • Albertino divenne marchese di Pregola. Due generazioni più tardi, nel 1453, i suoi nipoti si divisero il feudo.
        • Adamo ereditò i feudi di Pregola, Vezimo, Alpe ed Artana. Alla sua morte nel 1470, i suoi tre figli divisero il feudo.
          • Bernardo ottenne il feudo di Vezimo. I suoi discendenti possederono questo feudo fino al 1624, quando l’ultimo erede di questa stirpe vendette il feudo ai Malaspina di Santa Margherita, i suoi più stretti parenti acquisiti dopo il suo matrimonio con Cecilia Malaspina di Santa Margherita.
          • Riccardo ereditò il feudo di Alpe e d’Artana. Come per il ramo di Vezimo, gli ultimi discendenti venderono il feudo alla metà del secolo XVII ai marchesi Malaspina di Santa Margherita.
          • Antonio fu il primo marchese di Pregola e d’Isola. Come per i rami precedenti, gli ultimi marchesi d’Isola venderono il loro feudo ai Malaspina di Santa Margherita nel corso del secolo XVII.
        • Corradino, l’altro nipote d’Albertino che partecipò alla divisione del 1453, fu marchese di Pregola, Campi e Zerba. Si sposò con Diamante Malaspina di Mulazzo con cui ebbe cinque figli, fra cui tre gli successero e si divisero il feudo nel 1480. Tutti ebbero il titolo di marchese di Pregola. Un ramo si è conservato fino ad oggi.
          • Riccardo divenne marchese di Pregola, Zerba, Campi e Pei. Nonostante tutti gli sforzi e riavvicinamenti con gli altri rami Malaspina, nello scopo di non perdere e frazionare di più il feudo, questo ramo si estinse in meno di due secoli. All’inizio del secolo XVIII, le tre figlie di Federico, ultimo marchese, venderono le loro quote del feudo agli altri rami Malaspina ed ai Centurione.
          • Azzo, secondo figlio di Corrado e Diamante Malaspina ereditò del castello e del feudo di Pregola. Quel ramo fu il più importante fra quelli derivati della divisione del 1480. I suoi discendenti amministrarono grandi feudi nei valli Staffora e Trebbia. Fecero costruire il palazzo Malaspina di Pregola dopo la destruzione del castello nel secolo XVI, comprarono il palazzo dei Tamburelli sulla piazza principale di Varzi che divenne nel ‘800 la residenza principale dei marchesi Malaspina di Pregola. Poi, all’estinzione di quel ramo negli anni 1920 colla morte dei due ultimi eredi, il palazzo divenne sede del comune.
          • Moroello, ultimo figlio di Corradino, ereditò il feudo di Campi durante la divisione del 1453. Alla seguente generazione, i figli divisero il feudo.
            • Corradino, sposato con Eleonora Malaspina di Godiasco, divenne marchese di Pregola, Campi e Zerba nel 1520. I suoi discendenti si stabilirono nelle città vicine di Tortona ed Alessandria. Nel 1634, Anton Camillo vendette la sua parte del feudo ai Centurione e suo fratello Carlo Moroello, morì ucciso senza figli nel 1659.
            • Nicola, fratello di Corradino, ereditò del feudo di Zerba. Molto presto i discendenti venderono i loro diritti ai Centurione. Gli ultimi discendenti di questo ramo scomparvero durante il secolo XIX.

I feudi dello Spino Fiorito

 

 Durante le divisioni del 18 Aprile 1275, Alberto, figlio d’Obizzino marchese di Filattierra, ed i suoi nipoti, Francesco (figlio di Barnabò), Gabriele e Azzolino (figli d’Isnardo) ottennero tutti i feudi della riva destra del Magra come quelli situati nei valli Staffora e Curone. Divisero allora l’immenso feudo dello Spino Fiorito ed i loro discendenti procederono a numerose divisioni nel corso dei secoli. 

  • Francesco, figlio di Barnabò e Maria d’Antioca, ricevé i feudi di Pizzocorno, Pozzolgroppo, Bagnaria, Nivione, Cantacapra e Pallavicino, come beni nel Val Curone ed il feudo d’Olivola che il ramo amministrò fino al 1413, anno in cui si estinse. Pozzolgroppo e Pizzocorno furono allora uniti al ramo dei discendenti d’Alberto, e Nivione e Bagnaria come i beni del val Curone, al ramo d’Isnardo. 
  • Gabriele ed Azzolino, figli d’Isnardo e Cubitosa d’Este ottennero i feudi di Pietragavina, Casasco, Santa Margherita, Monteforte e Varzi.
  • Azzolino rimase nella val Staffora. Fu vicario imperiale in Milano nel 1312, poi Podestà di Milano nel 1317. I suoi due figli Obizzo e Federico aumentarono ancora il feudo paterno aggregandoci Fabbrica nella val Curone nel 1349 e Gremascio nel 1358, però il grande feudo fu diviso alla seguente generazione.
    • Federico fu il primo marchese di Varzi, Santa Margherita, Casanova, Lunassi e Bagnaria. Nel 1420, i suoi figli divisero il feudo
      • Antonio divenne marchese di Lunassi. I suoi discendenti si successero fino all’estinzione del ramo nel 1601.
      • Cristoforo, nipote di Barnabò, divenne marchese di Santa Margherita. L’ultimo marchese di questo ramo fu Giuseppe, rifugiato a Vienna nel 1796 dopo l’invasione degli eserciti di Napoleone e morto nella capitale austriaca nel 1821.
      • Barnabò divenne marchese di Casanova, Bagnaria e Varzi.
        • Gli successe il suo figlio Francesco, i cui figli si divisero il feudo.
          • Baldassarre diede origine al ramo di Casanova che si estinse anche nel secolo XVII.
          • Giovanni diede origine al ramo di Varzi che si estinse nel 1648 alla morte di Pietro Malaspina. Un altro ramo ereditò del feudo, prima di spegnersi alla morte del marchese Mercurio Malaspina nel 1884.
          • Barnabò diede origine al ramo di Bagnaria che si estinse nel 1675, quando Gian Antonio vendette i suoi diritti sulla proprietà ai Malaspina di Santa Margherita.
    • Obizzino, l’altro figlio d’Azzolino, fu il primo marchese di Fabbrica e di Pietragavina. Due generazioni più tardi, Azzo e Pietro si divisero l’eredità di Bonifacio. Pietro ereditò i diritti sù Fabbrica e Pietragavina, ed Azzo ottenne le terre di Gremascio, mentre continuò ad avere il titolo di marchese di Fabbrica.
  • Gabriele rimase dunque in Lunigiana dove fu a capo del marchesato di Fivizzano dopo la divisione con suo fratello nel 1275. Nel corso dei secoli, anche quel feudo fu diviso a più riprese. Fin dalla seguente generazione, i figli di Gabriele divisero la proprietà dopo la sua morte nel 1288.
    • Isnardo divenne il primo marchese Malaspina di Verrucola Bosi.
    • Azzolino fu il primo signore di Fosdinovo. Dopo la morte d’Antonio Alberico nel 1445 quel feudo fu diviso di nuovo fra suoi quattro figli
      • Iacopo fu il primo marchese di Massa, Carrara, Avenza e Moneta.
        • Alla seguente generazione, dopo la morte di Iacopo nel 1481, suo figlio Alberico II gli sucesse a capo del feudo di Massa.
        • Francesco, il suo altro figlio divenne marchese di Sannazzaro.
      • Gabriele ereditò del feudo di Fosdinovo. Alla seguente generazione, i suoi due figli si divisero il feudo. Lorenzo ereditò el feudo di Fosdinovo, mentre suo fratello divenne marchese d’Olivola.
      • Lazzaro ottenne il feudo di Castel d’Aquila e di Gragnola dopo la morte senza erede di Galeotto, marchese di Castel dell’Aquila.
      • Finalmente Spinetta, ultimo figlio di Gabriele, ereditò i feudi nella regione di Verona.
  • Alberto ereditò il feudo di Filattiera e d’Oramala, capitali delle terre dello Spino Fiorito. Alberto ebbe un figlio con Fiesca Fieschi, nipote del Papa Adriano V : Niccolo, detto il Marchesotto, che fu vicario del Re d’Anjou, podestà di Pavia tra il 1308 ed il 1314. Niccolo ebbe cinque figli che divisero il feudo alla sua morte nel 1339.
    • Antonio ereditò dei feudi di Bagnone, Montefalcone e Valverde. Alla fine del secolo XV, quel ramo vendette Bagnone in Lunigiana alla Repubblica di Firenze.
    • Bernabo ottenne i feudi di Malgrate e Pozzolgroppo, Fortunago ed Oramala, vasto feudo che fu diviso a più riprese nel corso dei secoli.
      • Dopo la divisione del feudo tra i nipoti di Bernabò, uno fra loro, Azzo, divenne il primo marchese Malaspina di Sagliano.
      • Nel 1561 ci fu alla divisione tra i figli d’Ercole, marchese di Godiasco, Fortunago ed Oramala, discendente di Bartolomeo e fratello d’Azzo.
        • Pietro-Francesco divenne il primo marchese di Pozzolgroppo.
        • Anche il feudo d’Oramala apparve nel 1561. Il primo marchese di quel feudo fu Filippo, altro figlio d’Ercole. 
      • Il feudo di Malgrate fu creato anche nel 1561. Giuseppe, fratello d’Ercole, ne fu il primo marchese.
      • Riccardino, figlio d’Opizzo e di Taddea Malaspina di Fosdinovo, conservò i feudi di Filattierra e Cella.
      • Franceschino fu il primo marchese del feudo di Castiglione del Terziere e di Casasco.
      • Giovanni, detto Beretta, divenne il primo marchese di Treschietto e Piumesana.
        • I suoi nipoti, figli del marchese Federico, detto Il Tedesco, procederono ad una divisione del feudo. Giovanni conservò il feudo di Treschietto e Godiasco, mentre Dondazio, marito di Maria Malaspina di Lusuolo, divenne marchese del nuovo feudo di Corlaga.